|
FEBBRAIO 2026 |
Si dice che esista una malattia difficile da curare chiamata “Mal di Maldive”. Chi è stato in questi luoghi paradisiaci deve assolutamente ritornarci. Ed eccomi qui a raccontare il mio ultimo viaggio sub: una crociera subacquea naturalmente, ovvero un “safari boat” come si usa dire e suona più figo. Destinazione gli atolli centrali delle Maldive, dove ero già stato nel dicembre del 2024… ma evidentemente non mi era bastato… il Mal di Maldive si era fatto sentire e dovevo partire di nuovo,Questa volta mi sono aggregato a un gruppo costituito interamente da romani, dato che la crociera è stata organizzata dal mio amico Antonio De Vellis, titolare del “Tor Paterno Diving” di Torvaianica e grande conoscitore delle Maldive, dove si trasferisce a lavorare tutti gli inverni. Chi, come me, ama veramente il mare e desidera viverlo e goderlo in pieno non può fare altro che scegliere d’imbarcarsi e fare una crociera subacquea, piuttosto che rimanere a terra in uno dei tanti resort disseminati sulle piccole isole degli atolli maldiviani. Andare alle Maldive non significa scegliere l’isola giusta. Significa salire su una barca… e smettere di pensare. In barca non ci si annoia mai. Le giornate scorrono veloci, scandite da ritmi precisi, ma senza stress. I ritmi sono lenti, con un perfetto equilibrio tra attività e calma. In vivendo in barca si lasciano tutti i pensieri a terra, si cammina scalzi tutto il giorno, si vive in costume da bagno e maglietta, si seguono i ritmi del sole svegliandosi all’alba e andando a dormire presto. Si mangia al buffet potendo anche fare il bis senza sentirsi in colpa e ogni pasto è un momento atteso, non un intervallo tra un’attività e l’altra. La barca consente di fare almeno tre immersioni al giorno: il ritmo perfetto per chi ama davvero la subacquea. E poi tra un’immersione e l’altra ci sono piccole lingue di sabbia bianca completamente deserte sulle quali farsi portare per fare un bagno nelle acque calde e cristalline. Ma la vera differenza in un viaggio subacqueo alle Maldive, al di là della barca o dell’itinerario, la fa lo staff di bordo. La qualità del viaggio non sta solo nelle cabine, nella coperta, nel cibo o nelle attrezzature, ma nelle persone. Guide subacquee ed equipaggio della barca ti seguono, si prendono cura di te, ma senza essere invadenti, e ti fanno sentire a tuo agio fin dal primo giorno della crociera. E poi la cosa più importante: “vivere sulla stessa barca” per una settimana con altre persone accomunate dalla stessa passione per le immersioni permette di stringere nuove amicizie, spesso destinate a durare nel tempo. Anche questo è il bello della crociera sub. |
Itinerario della crociera |
|
|
Ed ecco il racconto del viaggio.Partito da Roma Fiumicino con un aereo della Gulf Air (la compagnia di bandiera del Bahrein), dopo aver fatto scalo nel grandissimo aeroporto di Manama, sono arrivato a Malè, dove sono sbarcato nel nuovissimo aeroporto internazionale Velana, sull’isola di Hulhulé.I miei compagni di viaggio sono arrivati con diversi aerei provenienti da varie destinazioni e a poco a poco si è formato il nostro gruppo. Stanchi e accaldati per il lungo viaggio e per il cambio di fuso orario (4 ore di differenza), abbiamo atteso a lungo sul molo davanti all’aeroporto che venisse a prenderci il dhoni che doveva portarci alla nostra barca. Poi, finalmente, è arrivato il dhoni che ha portato noi e i nostri bagagli fino alla nostra barca che era alla fonda nel porto. La barca era la “Maldivian Dream”, un’imbarcazione lunga 30 metri e larga 11 piuttosto vecchiotta (anno di costruzione 2005), ma ristrutturata nel 2011. In ogni caso la barca si è dimostrata piuttosto comoda e dotata di tutti i servizi necessari, compresa una bella vasca da idromassaggio sul ponte superiore dotato di lettini prendisole. Il comandante e l’equipaggio si sono dimostrati sempre molto efficienti e ci hanno fatto sentire a nostro agio.
La barca "Maldivian Dream": living, sala da pranzo e vasca idromassaggio sul ponte sole |
Poco dopo aver preso possesso delle cabine assegnatici e aver montato l’attrezzatura subacquea sulle bombole già predisposte sul dhoni la barca si è mossa e ci ha portati fuori dal porto per fare la nostra check dive. Verso le 15:30 ora locale siamo scesi in acqua di fronte all’isola artificiale di Hulhumale. Questo sito, pur essendo formato da una semplice distesa di sabbia punteggiata da alcuni piccoli scogli corallini, ha la particolarità di essere popolato da un’infinità di razze giganti e di squali di ogni specie. La visibilità era piuttosto scarsa, con un’acqua lattiginosa, anche a causa del grande “traffico” di razze giganti che volteggiavano veloci sopra le nostre teste smuovendo la sabbia del fondale. Squali pochi rispetto al ricordo dell’ultima volta che ero stato qui. Io ho visto solo un paio di pinna bianca e un buffo squalo chitarra, oltre a tanto piccolo pesce di barriera.Immersione non particolarmente interessante, ma il suo scopo era essenzialmente quello di controllare la nostra pesata e fare una prova di lancio del pedagno.Tornati a bordo poco dopo è stata servita la cena al buffè, che ha dato ufficialmente inizio a quella che ho chiamato “Chicken and current cruise”. Praticamente da quel momento in poi il buffet prevedeva sempre pollo cotto nelle maniere più svariate sia a pranzo che a cena , e le immersioni si sono svolte praticamente quasi tutte in corrente molto forte.La nostra crociera è durata nove giorni dal 15 al 23 febbraio e si è svolta lungo il classico itinerario degli atolli centrali: Malè Nord, Rasdhoo, Ari Nord, Vaavu e Ari Sud, navigando in senso antiorario. Durante la crociera sono state fatte 23 immersioni (ma io ne ho fatte solo 20): praticamente 3 immersioni al giorno, tranne il primo e l’ultimo giorno. |
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
Pranzi e cene al buffet: pastasciutta, riso e pollo non mancano mai! |
![]() |
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
|
Martedì 17 febbraio ore 6:45 – MADIVARU WALL (Rasdhoo Atoll) immersione di circa un’ora a una ventina di metri di profondità. Ci immergiamo di nuovo lungo la parete del reef di ieri, ma questa volta nuotiamo per una ventina di minuti contro una discreta corrente cercando di vedere squali martello che nuotano nel blu. Purtroppo non ne vediamo, ma dopo aver cambiato direzione ci appare prima un grosso pinna bianca solitario e poco dopo un gruppo di sei squali grigi che arrivano vicinissimi e restano nuotare davanti a noi per tutto il tempo che restiamo affacciati sul bordo del reef.Ore 11:45 – BATHALA THILA (Ari North Atoll) scendiamo sull’estremità del reef dove la corrente è più forte ed è sicura la presenza degli squali. Attaccati sul bordo attendiamo pazientemente e dopo un po’ arriva una grossa razza maculata; poi, guardando nel blu dell’oceano, vediamo un gruppo di squali pinna bianca e un mucchio di squali grigi. La corrente è molto forte e dopo 45 minuti dobbiamo staccarci dal reef e cominciare a risalire.Ore 19:45 – MAAYAFUSHI LAGOON (Ari North Atoll) immersione notturna proprio sotto la barca. Restiamo inginocchiati sul fondo a poca profondità per una quarantina di minuti ad osservare le grosse mante che volteggiano sopra le nostre teste per ingoiare il plancton attratto dalle nostre torce. Ci fanno compagnia anche alcuni eleganti e inoffensivi squali nutrice. Un vero spettacolo |
||
![]() |
|
![]() |
Mercoledì 18 febbraio ore 7:30 – MAAYA THILA (Ari North Atoll) ci tuffiamo nell’acqua ma, nonostante la visibilità ottima manchiamo la thila, e dopo aver nuotato per una decina di minuti nel blu risaliamo sul dhoni. Al secondo tentativo centriamo l’obiettivo e nuotiamo intorno al grosso pinnacolo per 50 minuti. La thila è piena di cavità ed è ricchissima di colori e di vita. Nelle rientranze della parete e nelle cavità c’è un mucchio di variopinto pesce di barriera. Vediamo anche alcuni baby squali grigi e pinna bianca e anche un paio di grossi squali grigi (sono le mamme?). Incontri particolari: tre grosse seppie e un polpo, ma anche pesci scorpione, pesci ago, pesci scatola e poi, sopra il cappello della thila, un prato di anemoni con la base blu giganti, con gli immancabili pesci pagliaccio all’interno dei loro ciuffi in movimento. Immersione tranquilla e colorata, con poca corrente.
Ore 12:30 – MAAYA THILA (Ari North Atoll) secondo tuffo della giornata sullo stesso punto del mattino. Questa volta giriamo intorno alla thila nel senso inverso tenendo la parete sulla destra e alla fine dell’immersione saliamo sul cappello della secca a 5 metri dove c’è un bel tappeto di anemoni rossi con all’interno tanti pesci pagliaccio. Vediamo qualche piccolo squaletto di barriera e tre grossi squali grigi che nuotano in circolo. Poi alcune grandi seppie, una grossa murena nera, carangidi e tanto piccolo coloratissimo pesce di barriera. La thila è ricca di colori: ci sono grossi rami di gorgonie, coralli duri e molli e sui rami delle gorgonie tanti crinoidi. Una bella immersione di una cinquantina di minuti. Peccato che all’inizio la visibilità fosse scarsa a causa della grande presenza di plancton e sospensione che non lasciava filtrare la luce del sole.Io salto la terza immersione della giornata su Hafza Thila una piccola montagna corallina sommersa, che si trova a circa mezzo miglio a sud-ovest dell'isoletta di Velidhoo, vicino all'isola di Ukulhas. Questa thila, che ha la parte superiore a circa 10-12 metri di profondità e scende fino a oltre 30 metri, è famosa per essere un punto di pulizia per gli squali, dove è molto probabile l'avvistamento di squali grigi di barriera. |
||
|
|
|
|
|
Giovedì 19 febbraio ore 7:30 – FISH HEAD (Ari North Atoll) questo è uno dei siti d’immersione più famosi delle Maldive, protetto dal governo e rinomato per l’abbondanza di vita marina, specialmente squali grigi di barriera, pesci Napoleone e formazioni coralline. Ci tuffiamo nel blu e nuotiamo contro corrente fino a raggiungere la thila circolare che ha pareti ripide, grotte e strapiombi che precipitano in profondità. Ci trasciniamo con le mani sulla roccia sino ad arrivare ad una balconata affacciata nel blu dalla quale possiamo osservare il passaggio degli squali grigi e dei pinna bianca. La corrente è molto forte e rimaniamo aggrappati per una cinquantina di minuti ad osservare una specie di acquario in movimento: davanti a noi oltre agli squali nuotano grossi carangidi, una bella aquila di mare, banchi di fucilieri e variopinti pesci farfalla. Il tempo trascorre in fretta e ci facciamo portare dalla corrente sul cappello della secca per poi risalire nel blu ed essere ripescati dal dhoni.
Ore 12:15 – BATHALA THILA (Ari North Atoll) la nostra barca è in avaria e il comandante sta aspettando un pezzo di ricambio che deve arrivare da Malè; perciò il dhoni ci porta di nuovo su un punto d’immersione dove siamo già stati due giorni fa. E’ una montagna sommersa dalla forma allungata che si trova appena a est dell’isola di Bathala. La sommità è a circa 6-10 metri di profondità ed è ricoperta di anemoni, coralli molli e coralli tavola.La corrente è piuttosto forte e la visibilità non è ottimale perché c’è molta sospensione. Rimaniamo aggrappati sul bordo del reef ad una quindicina di metri di profondità e osserviamo il continuo passaggio dei pesci pelagici davanti a noi. Ci sono alcuni grossi platax curiosi che mi fanno compagnia mentre rimango attaccato alla roccia e gli squali grigi mi vengono molto vicini. Dopo circa un’ora d’immersione sono persino stanco di osservare gli squali. Finalmente nel pomeriggio è arrivato il pezzo di ricambio del timone che si era rotto e la "Maldivian Dream", seguita dal suo dhoni, riprende a navigare, permettendoci di raggiungere l’atollo di Ari Sud.
Ore 18:00 – MOOFUSHI CORNER (Ari South Atoll) immersione crepuscolare sul pianoro sotto la secca che raggiungiamo nuotando per un po’ contro corrente. Sul fondo a 25 metri ci sono tanti piccoli squali pinna bianca che sembrano dormire posati sulla sabbia. Le nostre torce attirano tanto piccolo pesce di barriera, ma la cosa più bella sono delle enormi “nuvole” di centinaia di pesci azzannatori striati gialli, che formano delle grosse palle dentro le quali mi diverto ad infilarmi più volte. Incontro anche un grosso polpo fuori dalla tana con il quale mi fermo a giocare per un po’. L’immersione dura solo una quarantina di minuti perchè a causa della corrente piuttosto forte consumiamo tutti parecchio e poi… c’è la cena che ci aspetta.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Venerdì 20 febbraio ore 7:15 – RANGALI MADIVENU (Ari South Atoll) ci immergiamo su una secca poco distante dall’isola di Rangali e nuotiamo per circa un’ora sopra il cappello, nella vana ricerca del mitico squalo balena… che ovviamente non si fa vedere. La sommità della secca è piuttosto spoglia: è ricoperta di coralli tavola, ma priva di colori. L’immersione è abbastanza noiosa, fino a quando non appaiono un paio di squali grigi e poi, per fortuna due grosse mante che volteggiano eleganti sopra le nostre teste. La visibilità è piuttosto scarsa a causa della grande presenza di plancton. Vediamo un pesce Napoleone, una murena nera, e una bella nuvola gialla di pesci azzannatori striati. Ci sono anche rossi pesci soldato, pesci farfalla bandiera, pesci chirurgo, pesci ago… tanti pescetti di barriera, ma tutto sommato noiosa. Decido già di saltare la prossima immersione perché è molto simile a questa.
Salto la seconda immersione della giornata a HUKURVELHI BEYRU e in attesa del pranzo, anche se fa caldo, mi concedo un po’ di relax sul ponte superiore della barca. Sono sempre con la muta addosso e non posso tornare a casa dalle Maldive senza un minimo di abbronzatura!
Ore 16:00 – FIVE ROCKS (Ari South Atoll) questo famoso sito d’immersione situato all’estremità meridionale dell’atollo di Ari Sud è caratterizzato da cinque pinnacoli rocciosi collegati da sabbia, che sono il residuo di un’antica thila divisa dall'erosione. Offre spettacolari passaggi, grotte, strapiombi e formazioni coralline tra i 12 e i 40 metri di profondità ed è ricco di vita marina, inclusi squali e coralli molli. Il sito è ricco di coralli molli, coralli a frusta e grandi gorgonie a ventaglio. Ci tuffiamo sulla thila e scendiamo in picchiata fino a 27 metri nuotando con fatica contro una forte corrente che diventa ancora più impetuosa nei canali formatisi tra i cinque pinnacoli. Cerchiamo qualche riparo ma è impossibile trovarlo e il consumo di gas aumenta rapidamente a causa del grande sforzo. Lo scenario è bellissimo, molto colorato e peno di vita: ci sono squali grigi, grosse cernie rosse, barracuda, e banchi di pesci di barriera colorati. Immersione molto bella ma breve perche consumiamo tutti parecchio. Anche la risalita sul dhoni è abbastanza complicata, a causa del vento forte e del mare che si è alzato. |
||
|
|
|
|
|
|
Sul dhoni pronti per l'immersione |
|
|
|
La sera il piccolo motoscafo tender della barca ci porta in due riprese sull'isola di Dhangethi, dove facciamo una cena barbecue. L'efficientissimo equipaggio ha portato a terra tutto il necessario e ha preparato la brace per una bella grigliata. Quando arriviamo troviamo una bella tavola apparecchiata sulla spiaggia e un mucchio di cibo. Per fortuna non c’è solo il pollo! Ci sono salsicce, spiedini di carne e di pesce, pannocchie di mais lessato, braciole di carne... e naturalmente anche pollo, che credo che non vorrò più mangiare per un bel pezzo. L'isola di Dhangethi si trova a 55 miglia a sud-ovest della capitale Malè ed è la terza isola popolata più grande dell'atollo di Alif Dhaal, nell’atollo di Ari Sud. L’isola misura meno di 1 km in lunghezza e appena 300 metri in larghezza e ospita circa 1200 abitanti. È una “local island”, cioè un’isola abitata da maldiviani, ma ci sono anche piccole guesthouse e bed & breakfast per i turisti. Sull’isola ci sono alcuni ristoranti, qualche negozietto e un piccolo porto da cui partono le escursioni giornaliere. Il villaggio ha conservato però la sua anima originaria: stradine di sabbia bianca, la moschea, una scuola, bambini che giocano scalzi. Non ci sono auto, solo biciclette, qualche motorino e carretti elettrici: la vita scorre lenta, scandita dal suono delle onde e dal canto del muezzin al tramonto. |
L'isola di Dhangethi |
|
|
Barbecue sula spiaggia di Dhangethi |
|
|
Sabato 21 febbraio ore 7:30 – KUDA RAH THILA (Ari South Atoll) questo sito d’immersione è parco marino dal 1995, perciò offre una grande biodiversità. E’famoso per il suo pinnacolo sommerso ricoperto di coralli molli colorati che si trova sul lato ovest, mentre sul lato est ci sono due ampie sporgenze adornate da splendide gorgonie e coralli molli gialli oltre ad un piccolo arco corallino da attraversare e due enormi blocchi di corallo. Come al solito scendiamo in picchiata sulla sommità della thila a una venticinquina di metri di profondità lottando con fatica contro una forte corrente e consumando parecchia aria. La barriera corallina è brulicante di pesci di tutti i colori: ci sono banchi di dentici a cinque linee, fucilieri striati, pesci chirurgo, azzannatori gialli, una grossa cernia in tana, alcuni grossi carangidi in caccia e tutto intorno nuotano squali pinna bianca e squali grigi di barriera che pattugliano la zona. E' uno spettacolare acquario pieno di vita. Sul plateau a 12 metri di profondità c’è una bellissima distesa di anemoni rosa. Un’immersione molto bella che meriterebbe molto più tempo dei 45 minuti concessici dalla nostra scorta di gas.
Ore 14:30 – DEVANA KANDU (Vaavu Atoll) dopo aver navigato verso est raggiungiamo il piccolo atollo di Vaavu e c’immergiamo sul lato orientale dell’atollo. Devana Kandu è un'area marina protetta, nota per le sue immersioni in corrente, la ricca vita pelagica e i paesaggi corallini spettacolari. Questo canale (kandu) offre uno scenario fatto di sporgenze e piccole grotte, ricco di squali grigi, squali pinna bianca, aquile di mare, banchi di fucilieri e coralli molli colorati. Ci tuffiamo giù a capofitto controcorrente fino a raggiungere il bordo del drop off a 35 metri di profondità e ci aggrappiamo alle rocce per riprendere fiato e osservare il “teatro pelagico” d’azione: un folto gruppo di squali grigi che nuotano avanti e indietro davanti a noi. Staccatici dal fondo dopo una ventina di minuti, iniziamo la drift dive, facendoci trascinare dalla corrente vorticosa. Le condizioni ambientali solo le migliori perché l’alta marea genera una corrente entrante che dall’oceano porta acqua limpida all’interno della barriera attivando la catena alimentare e garantendo la presenza di grandi pesci. Voliamo letteralmente sopra il fondo sabbioso della pass rimanendo a 25 metri, mentre tutto scorre velocemente attorno a noi come in un film. Non c’è molto tempo per osservare il pesce, perché la corrente fortissima ci trascina via; comunque riesco a vedere almeno una bella murena leopardo (bianca con macchie nere e gialle) che spunta fuori dalla sua tana. L’immersione è molto breve perché la fatica dovuta alla corrente ci fa consumare moltissimo gas. Peccato.
Ore 19:00 – ALIMATHA JETTY (Vaavu Atoll) questa è la classica immersione notturna in un sito molto famoso per l’abbondante presenza di grossi squali nutrice che stazionano nei pressi del pontile (jetty) della piccola isola di Alimatha. Scendiamo in acqua che e gia buio e iniziamo la ricerca degli squali, che però all’inizio non si fanno vedere. La cosa insolita in questo puto d’immersione è che questa volta c’è una forte corrente che ci costringe a rimanere aggrappati alle rare rocce che spuntano dal fondo sabbioso. Rimaniamo per un po’ di tempo in ginocchio sulla sabbia bianca con il naso all’insù in cerca degli squali, ma vediamo solamente un grosso pinna bianca e un nutrice. Ci spostiamo un po’ dall’altro lato del pontile e, finalmente, appaiono 5-6 squali nutrice che ci nuotano accanto per una mezzoretta e approfittano della luce prodotta dalle nostre torce per fare una scorpacciata del plancton diffuso nell’acqua. Lo squalo pinna bianca si è spostato insieme a noi e continua a farci compagnia insieme a un gruppo di carangidi in caccia. Vediamo anche una grossa aragosta che ci stuzzica l’appetito ricordandoci che ormai è ora di cena, perciò dopo una cinquantina di minuti risaliamo sul nostro dhoni. |
||
|
|
|
|
![]() |
|
|
![]() |
|
Squalo grigio - Squalo nutrice - Barracuda |
||
|
Domenica 22 febbraio ore 11.30 – DHEKUNU KANDU (Vattaru Atoll) dopo aver saltato la prima immersione del mattino nella pass di MIYARU KANDU (perché ogni tanto non mi va di svegliarmi alle 6 e di lottare con la corrente), decido di fare la più “tranquilla” seconda immersione della giornata. Si tratta del canale meridionale dell’atollo di Vattaru, un piccolo atollo circolare di circa 9 km di diametro situato tra l'atollo di Vaavu a nord e l'atollo di Meemu a sud. Questa pass, cha fa parte della più ampia area protetta di Vattaru Kandu istituita nel 1999, funge da corridoio marino vitale a supporto di diversi ecosistemi. L’immersione non è affatto tranquilla, perché la corrente è molto forte. Scendiamo fino a una trentina di metri e restiamo per una ventina di minuti aggrappati con i rampini sul bordo della piccola pass che si affaccia sull’oceano. Davanti a noi si presenta il solito scenario di squali pinna bianca di barriera che nuotano nel blu, insieme a tonni e aquile di mare. La visibilità è ottima e la luce del sole si riflette sulla sabbia bianchissima del fondale. Dopo un po’ ci stacchiamo dal fondo e ci facciamo trascinare all’interno della laguna dalla corrente che diventa sempre più impetuosa, mentre smaltiamo i pochi minuti di decompressione accumulati sul fondo. Dopo pranzo navighiamo verso nord e raggiungiamo l’atollo di Kaafu, anche noto come atollo di Malè Sud, dove faremo l’ultima immersione della giornata e resteremo ancorati per la notte. |
||
|
Ore 16:00 – KANDOOMA THILA (Kaafu Atoll) questo sito, chiamato anche Cocoa Thila viene descritta come una delle immersioni più emozionanti nell’atollo di Male Sud con paesaggi meravigliosi e tantissimo pesce: banchi di carangidi rossi, aquile di mare, tonni dente di cane e grandi gruppi di squali grigi del reef che qui hanno una loro clearing station. La descrizione continua recitando testualmente: “le correnti possono essere molto forti rendendo l'immersione impegnativa e solo per subacquei esperti”. In effetti, ce ne siamo accorti! Dopo essere scesi in picchiata fino a 30 metri con corrente contraria che aumentava sempre di più, abbiamo cercato di raggiungere il cappello della thila, ma è stato impossibile. Ci siamo trascinati per più di cento metri sotto il costone del reef usando le mani e i rampini, ma è stato come cercare di risalire un fiume in piena. Faticosamente abbiamo guadagnato un po’ di terreno facendo uno sforzo enorme e inutile, consumando tantissima aria. In breve molti di noi si sono ritrovati con appena 50 bar di gas nella bombola e abbiamo dovuto abortire l’immersione. Sono uscito dall’acqua molto provato dopo meno di mezz’ora, e ho terminato la sosta di sicurezza di 3 minuti stando attaccato all’erogatore della guida… una cosa che non mi accadeva da più di vent’anni! |
||
![]() |
|
![]() |
|
Lunedì 23 febbraio ore 8:15 – COCOA CORNER (Kaafu Atoll) per me è l’ultima immersione della crociera, domani si ritornerà in Italia. facciamo l’immersione in drift, con una forte corrente che man mano aumenta sempre di più, ma questa volta è a favore. Appena entrati nel canale, piccole sporgenze con splendidi coralli molli e duri, gorgonie a ventaglio e spugne ricoprono la parete della barriera corallina, offrendo una fantastica visione di colori. Percorriamo un lungo tratto della barriera dirigendoci verso l’angolo del canale, mantenendo la parete alla nostra destra, e osserviamo quello che scorre veloce sotto di noi come in un bel film. Vediamo due grosse murene affacciate dalla stessa tana, un grande pesce Napoleone che si nasconde sotto un tetto di corallo, molti pesci fucilieri a bande scure, pesci labbra dolci, piccole cernie, un banco di barracuda che nuota poco sotto la superficie, un paio di grandi pesci pappagallo e una... due… tre belle tartarughe che nuotano vicino a noi. E’ tutto davvero molto bello, però io consumo parecchio e termino l’immersione stando sotto braccio a Donatella condividendo la sua aria. Ci facciamo trascinare dalla corrente respirando in coppi e intanto lei continua a filmare tranquillamente le tartarughe! Appena risaliti in barca per fare colazione vediamo anche u n gruppo numeroso di piccoli delfini che saltano fuori dall’acqua. Posso dire di aver chiuso in bellezza. Decido di non fare l’ultima immersione (prevista nello stesso punto) e di rimanere sulla barca a prendere il sole. Poi alle 15 in punto, come da programma, entriamo nel porto di Malè dove passeremo la notte alla fonda prima del nostro rientro in Italia martedì 24. |
|
Il briefing di Antonio |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
Tramonti maldiviani... quando il cielo si tinge di rosso
![]() Il Sinamale Bridge tra Malè e l'aeroporto |
Il nuovo Aeroporto Internazionale Velana |
Il porto di Malè di notte |
|
| La crociera è finita. Da domani mi lascerò alle spalle il blu dell’Oceano Indiano e gli atolli circondati da lembi di sabbia bianchissima e lagune trasparenti. A casa mi aspetta il freddo di un inverno non ancora terminato e il Mal di Maldive, del quale conosco già i sintomi: tristezza, malumore e un po’ di depressione. La mia mente per un po’ penserà solo alle spiagge deserte, alla sabbia bianca e al mare turchese popolato di squali e pesci colorati. Solamente il pollo mangiato ogni giorno e la corrente durante le immersioni non mi mancheranno. Purtroppo non esiste una cura per questo male. C’è soltanto un modo per guarire: tornare qui almeno una volta l’anno, come fa il mio amico Antonio. Vedremo… | |||
|
|
|
|
|
![]() E' sera, mi lascio le Maldive alle spalle, mentre guardo dall'aereo l'ultimo spettacolare tramonto |
Torna su all'inizio di questa pagina
|