Long week end al Banco di Santa Croce  (NA) – maggio/giugno 2009

 

 

Angela & Marcello.... i due vecchietti terribili

 

 

 

Sono tornato al Banco di Santa Croce con un gruppo di amici per il ponte del 2 giugno e ci siamo appoggiati al comodissimo "Bikini Diving" degli amici Raffaele e Pasquale, che si trova ad appena mezzo miglio dal puto d’immersione.

Il tempo durante i quattro giorni del nostro “long week end” non è stato dei più favorevoli. Tuttavia il cielo nuvoloso, i forti acquazzoni primaverili e il vento forte, non ci hanno impedito di fare sei bellissimi tuffi in allegra compagnia. Soltanto l’ultimo giorno un vento molto forte e un’autentica mareggiata che ha letteralmente sommerso lo stabilimento balneare ci hanno costretto a rinunciare e a rimanere al riparo dalla pioggia sotto le tettoie del Bikini.

Ad ogni modo le 5 immersioni fatte sul Banco sono state come sempre fantastiche e la simpatica compagnia di subacquei conosciuti per l’occasione, con i quali abbiamo condiviso l’albergo di Castellammare e le ricchissime cene fatte con tutta la compagnia, le hanno rese ancora più divertenti. Simpaticissimo in particolare il gruppetto di “toscanacci” del circolo "Sub Way" di Firenze, capitanato da Spartaco e Patrizia, con i quali è nata una bella amicizia destinata a durare.

Con alcuni amici del circolo "Sub Way" di Firenze

Il Banco di Santa Croce – vera attrazione di questo posto – è un insieme di scogli e scoglietti che formano sette secche che dai 12 metri di profondità arrivano in alcuni punti a superare i 50 e terminano su un fondale sabbioso. Gli scogli delle secche hanno le pareti a strapiombo interamente ricoperte di gorgonie rosse e gialle e ci sono moltissime spaccature e anfratti in cui si possono vedere varie forme di vita. Il Banco non è molto distante dalla costa della bellissima Penisola Sorrentina: si trova  a metà strada tra Castellammare di Stabia e Vico Equense, proprio di fronte allo stabilimento balneare “Bikini”.

Le immersioni sul Banco di Santa Croce sono a ragione considerate tra le più belle della zona e infatti questo sito per la sua bellezza e varietà di vita e di colori viene annoverato tra le prime dieci secche del Mediterraneo. La cosa è sorprendente se si pensa che il Banco è molto vicino alla costa del Golfo di Napoli e che in zona si trova anche la foce del fiume Sarno, uno dei più inquinati d’Italia. Eppure, chi si immerge su queste secche resta ogni volta affascinato e stupito dalla varietà di colori e dalla quantità di vita che qui è possibile incontrare.

 

Vista la tipologia e la morfologia del Banco, qui si possono pianificare vari tipi di immersioni adattabili ai vari livelli dei subacquei. La partenza avviene sempre dalla secca principale, che è la più estesa ed è la più vicina alla superficie, poi soltanto le guide esperte della zona si spostano dalla secca principale per dirigersi verso le altre sei che sono disposte tutte intorno, ma tra le quali è molto difficile orientarsi. Anche il ritorno viene fatto sempre sulla secca principale, per risalire in prossimità della barca ed evitare di essere investiti dal grande traffico di natanti che c’è in superficie, dato che il Banco si trova proprio sulla rotta degli aliscafi che congiungono Castellammare a Sorrento e all’isola di Capri.

Era esattamente un anno che io non mi immergevo sul Banco di Santa Croce e rivederlo così pieno di vita e di colori mi ha entusiasmato come se fosse stata la prima volta. Durante i miei tuffi, tutti uno diverso dall’altro, ho visto moltissimo pesce, specialmente nuvole di anthias che facevano da contorno alle stupende paramuricee rosse, sui cui rami c’erano numerosissime uova di gattuccio.

Sul fondo, alla base della secca principale, ho rincontrato le grosse cernie brune che, ormai stanziali, vivono tra gli anfratti e lo spacco che divide in due la secca. Questa spaccatura forma un tunnel passante, con il fondo a 37 metri di profondità ed è un vero spettacolo della natura. Il passaggio attraverso il tunnel coperto dalla Paramuricea clavata e dalle margherite di mare è sempre molto suggestivo e all’interno, illuminata dalle torce, si può ammirare una vera esplosione di vita sessile multicolore.

Nuotando attorno alle secche che formano il Banco e scrutando negli anfratti della roccia ho scoperto diversi gattucci rintanati: ne ho visti persino in due all’interno della stessa tana! E poi saraghi, polpi, murene, scorfani rossi e tantissimo coralligeno: Parazoanthus e Astroides coloratissimi con i polipi aperti alla corrente e spugne rosse e gialle. Sulla piccola secca più profonda, che si trova in direzione della costa, ho visto anche alcuni rami di Gerardia savaglia (il cosiddetto "falso corallo nero del Mediterraneo") che purtroppo erano stati spezzati in più punti.

Le immersioni dei tre giorni passati al “Bikini” si sono svolte sia sulla secca principale del Banco di Santa Croce, che emerge da un fondale di 45 metri, sia sulle secche intorno, quelle più profonde, che sono attraversate da stretti canyon interamente ricoperti di gorgonie rosse e gialle.

Nonostante il tempo non sempre bello e l’oscurità dovuta alla profondità e al cielo nuvoloso, è bastato accendere le nostre torce per ammirare il Banco in tutto il suo splendore: un’esplosione di vita bentonica! Infatti sin dai primi metri le pareti rocciose sono ampiamente ricoperte da Parazoanthus, da Eunicella cavolini e da bellissimi grandi rami di Paramuricea clavata con i loro rossi ventagli alti oltre un metro. Ci sono poi le spugne giallo arancio (Axinella polipoides e Axinella cannabina) che si stagliano nel blu come delle piccole sculture e sulle pareti spuntano qui e là grandi spirografi con i loro ciuffi aperti in cerca del cibo portato dalla corrente sempre presente in questa zona. Sui rami delle gorgonie ci sono moltissime uova di gattuccio (una caratteristica di questo sito d’immersione) e anche delicati crinoidi; mentre sul fondo sabbioso ci sono splendidi esemplari di Cerianthus membranaceus con varie colorazioni e grosse stelle marine rose e arancioni.

Appuntamento al prossimo anno dunque: quella sul Banco è un’immersione che non stanca mai e che si deve assolutamente ripetere almeno una volta l’anno!

 

Sopra la meravigliosa coloratissima flora del Banco e a destra le sette secche che formano il Banco di santa Croce.

Torna all'inizio della pagina