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di Tecnica & Medicina

 

 

93.  LE NUOVE TABELLE DECOMPRESSIVE U.S. NAVY Rev. 6

di Fabrizio Pirrello - General Manager di GRAVITY ZERO - Technical Diving Equipment  (articolo tratto da www.Fondali.it)

 

Il 15 Aprile 2008 la U.S. NAVY ha pubblicato lo ''U.S. Navy Diving Manual revision 6'' con un aggiornamento delle procedure d’immersione e delle tabelle di decompressione.

Dopo più di cinquant’anni le U.S. NAVY Diving Tables vengono significativamente aggiornate alla luce degli studi compiuti nel corso degli ultimi vent’anni. Dall’algoritmo VVAL 18 sono state generate le nuove procedure d’immersione e le relative tabelle di decompressione per le immersioni della U.S. NAVY. Utilizzate dal 1955, vanno così in pensione le vecchie tabelle (sostituite per aumentare la sicurezza) e viene introdotto l’uso dell’ossigeno per decompressione, sia in acqua sia in superficie.

 

Ci si è spesso interrogati su quale fosse la corretta velocità di discesa in immersione, posto che l’attenzione è sempre stata focalizzata sulla velocità di risalita. Si è pensato a un limite di velocità di discesa che fosse compatibile con la compensazione, ma tale interrogativo pare risolto dalle novità introdotte nelle nuove tabelle della U.S. NAVY. Infatti, nel sottotitolo delle nuove tabelle viene indicata la velocità di discesa all’inizio dell’immersione: non superiore a 22,50 m/min (75 fpm); mentre la velocità di risalita viene confermata in 9 m/min (30 fpm): cioè ogni 20 secondi si debbono percorrere 3 metri.

La cosa che balza subito all’occhi leggendo le nuove tabelle è che viene eliminata la sosta di decompressione dei 3 m (10 fsw), che è sostituita con quella ai 6 m (20 fsw). In effetti in passato si era spesso dibattuto sulla praticità e utilità della sosta decompressiva alla quota dei 3 metri, per motivazioni di carattere pratico (spesso il moto ondoso rende complesso rimanere alla quota dei 3 metri) e fisico (negli ultimi metri che ci separano dalla superficie, la variazione di pressione è molto accentuata quindi è più opportuno decomprimersi a profondità più elevata).

 

Altra novità delle nuove tabelle è un maggiore conservativismo nelle immersioni fatte fino ai 24 metri di profondità: la curva di sicurezza appare infatti ridotta rispetto alle precedenti tabelle. Nella "No-Decompression Limits and Repetitive Group Designation Table for No-Decompression Air Dives" (che riporta i limiti massimi di non decompressione ad aria) ritroviamo dei tempi limite di non decompressione decisamente inferiori rispetto alla precedente tabella, ma solo per immersioni effettuate da 0 a 24 metri; mentre per le immersioni più profonde la curva di sicurezza rimane assolutamente invariata.

 

In particolare, per i tempi limite di non decompressione la nuova tabella è quella riportata nella Tabella 1

Per quanto riguarda le immersioni con decompressione, nella "Air Decompression Table" non solo riscontriamo l'eliminazione della sosta a 3 metri, ma notiamo anche un sostanziale aumento dei tempi di decompressione totali. Tale aumento corrisponde ovviamente all’accorciamento dei tempi di non decompressione concessi dalle nuove tabelle nelle immersioni da 0 a 24 metri.

Nelle nuove tabelle si nota in generale, a parità di profondità, un notevole incremento dei tempi di decompressione richiesti, come risulta dalla Tabella 2.

Diversamente da quanto avveniva prima, il tempo di sosta indicato nelle tabelle inizia quando il subacqueo abbandona la sosta più profonda e finisce quando lo stesso abbandona la sosta meno profonda (la novità è costituita dal fatto che il tempo di risalita fra le soste viene inglobato nella sosta meno profonda).

 La nuova "Air Decompression Table" riporta contemporaneamente le indicazioni di decompressione in tre possibili modalità:

1.    decompressione in acqua respirando aria,

2.    decompressione in acqua respirando aria e ossigeno,

3.    decompressione in superficie respirando ossigeno.

 

La durata delle soste per decompressione in acqua respirando aria e ossigeno è indicata nella tabella in apposite righe contrassegnate dalla scritta "AIR/O2" che sono evidenziate in carattere grassetto.

 

Le soste di decompressione in ossigeno (a 9 m e 6 m), nel caso che una singola sosta in ossigeno preveda un tempo di superiore ai 30 minuti, devono essere interrotte ogni 30 minuti con respirazione di aria per 5 minuti (l’intervallo di tempo in cui si respira aria non deve essere computato nella durata della sosta in ossigeno, ma deve essere aggiunto a tale tempo).

 

La risalita dopo l’ultima sosta in ossigeno deve essere fatta alla solita velocità di circa 9 m/min continuando a respirare ossigeno.

Poiché la decompressione fatta respirando solo aria e la corrispondente decompressione fatta respirando aria ed ossigeno indicata dalla tabella sono calcolate in modo da essere perfettamente equivalenti dal punto di vista dell’effetto decompressivo finale, il gruppo ripetitivo di appartenenza rimane lo stesso.

 

I sistemi d’immersione in aria compressa con assistenza dalla superficie utilizzati dall’U.S. Navy prevedono un’apposita speciale stazione decompressiva classificata come O.R.C.A. ("Oxygen Regulator Console Assembly") per fornire ossigeno o aria al subacqueo in immersione.

La decompressione in superficie respirando ossigeno, anch’essa prevista nella tabella, richiede invece di disporre di una camera di decompressione e quindi non interessa i subacquei sportivi.

 

La decompressione in acqua respirando aria viene consigliata per immersioni che richiedono un tempo totale di decompressione inferiore ai 15 minuti. Mentre per immersioni che richiedano un tempo totale di decompressione superiore ai 15 minuti è raccomandata la decompressione in acqua respirando aria e ossigeno, con obbligo di stazione decompressiva O.R.C.A.

 

Immersioni con un tempo totale di decompressione (in aria e/o ossigeno) superiore ai 90 minuti poiché comportano il rischio concreto di superare i valori di tossicità dell’ossigeno e sono chiaramente segnalate nella tabella con la scritta "Exceptional Exposure".

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