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di Tecnica & Medicina

 

 

77.  LE CAMERE IPERBARICHE O CAMERE DI DECOMPRESSIONE

Una camera iperbarica o di decompressione è un apparato in grado di sopportare la pressione di aria al suo interno (iperbarica = pressione superiore a quella atmosferica) e che permette di ospitare persone che abbiano la necessità di essere sottoposte ad un trattamento iperbarico di decompressione nel caso di subacquei o di terapia iperbarica nel caso di pazienti affetti da diverse patologie. Deve il suo nome al fatto che la sua invenzione è derivata dalla necessità di effettuare le soste di decompressione da parte dei palombari. In seguito questo apparato ha assunto altri nomi a seconda dell'utilizzo: camera di ricompressione, camera per terapia iperbarica o camera iperbarica, quest'ultimo è il nome tecnico fisico dell'apparato e viene così denominata ufficialmente.

La camera di decompressione venne inventata nel 1916 da un palombaro della SORIMA, Alberto Gianni, colpito da una grave embolia e stanco di dover fare le lunghe soste di decompressione in acqua. Inizialmente il Gianni la chiamò “cassa disazotatrice”, in seguito venne chiamata cassa di decompressione e poi assunse il nome definitivo attuale di camera iperbarica. La società DRAEGER, una delle prime aziende produttrici di attrezzature e sistemi di respirazione e di sicurezza per l’industria mineraria e poi per la subacquea in seguito costruì il primo modello di serie.

La camera iperbarica consiste in un involucro cilindrico generalmente metallico, ma anche in materiale acrilico trasparente o in tessuto e resistente a seconda delle tipologie alle medio o alte pressioni, chiuso da portelli ermetici e collegato a bombole di aria compressa respirabile e di ossigeno ed eventualmente altro gas (elio), che viene immesso per generare una pressione differente da quella atmosferica e per permettere la respirazione all'interno. I modelli utilizzati presso i centri iperbarici sono in grado di ospitare numerose persone ed hanno ambienti separati ma collegati, per consentire il passaggio di pazienti e/o personale medico dal'interno verso l'esterno e viceversa, permettendo la compensazione degli ambienti. Sono quindi delle stazioni fisse e di grandi dimensioni e con strumentazione di gestione e monitoraggio molto sofisticata, che comprende sistemi di comunicazione audio e video. In certi casi all’interno può essere allestita una vera è propria sala operatoria, per delicati e particolari interventi oppure nel caso in cui si tratti di intervenire su un embolizzato con traumi e ferite causate durante una immersione.

Vi sono poi dei modelli portatili monoposto o a due posti, che trovano sistemazione a bordo di imbarcazioni, furgoni, elicotteri ed aerei. Alcune sono direttamente equipaggiate con sistema di traino omologato e quindi carrellabili e trainabili dai mezzi di soccorso o dalle ambulanze. Esse permettono il recupero di embolizzati ed il relativo trasporto presso il centro e successivamente il trasbordo nella camera iperbarica principale del centro tramite le flangiature di connessione e la successiva compensazione della pressione. Sono stati costruiti e sono attualmente commercializzati anche modelli di camera di decompressione flessibili e portatili, realizzate con tessuti non traspiranti ad altissima resistenza e chiusura con cerniera stagna del tutto simile a quelle delle mute subacquee speciali. Queste camere portatili, molto utili per essere trasportate ovunque, vengono utilizzate per poter effettuare terapie iperbariche a domicilio e talvolta per immersioni esplorative in ambienti carsici molto vasti e poco accessibili. Queste ultime hanno un prezzo molto competitivo e sono una soluzione alternativa molto valida soprattutto nel caso di emergenze dove non vi siano centri iperbarici o non sia possibile trasportare il paziente.

Spesso i termini camera di decompressione, camera di ricompressione o camera per terapia iperbarica o camera iperbarica sono usati a seconda dell'utilizzo che di queste ne viene fatto:

- una camera di compressione viene utilizzata per trattare, ad esempio, la MDD dei subacquei;

- una camera per terapia iperbarica viene utilizzata negli ospedali o nei centri iperbarici per trattare i pazienti che possono trarre giovamento da questa terapia particolare.

Nel caso dei subacquei sportivi o dei sommozzatori professionisti, la camera iperbarica viene usata a seguito di permanenze subacquee oltre i limiti di non decompressione, per eseguire ricompressioni e successive decompressioni, atte ad evitare rischi e complicazioni relative nel caso di mancato rispetto dei tempi limite di immersione, ed eventuali terapie iperbariche nel caso si siano verificati sintomi di MDD e sia necessario sottoporre a terapia i subacquei colpiti da embolia gassosa arteriosa e/o traumatica (sovradistensione ed enfisema polmonare) e comunque nei casi in cui sia richiesta una pressione differente da quella atmosferica. Consente quindi di eliminare i disagi e i rischi di una lunga decompressione in acqua, in casi di pericolo o di situazioni estreme quali quelle di certe immersioni professionali o di attività esplorative soprattutto in acque fredde. Creata inizialmente per solo uso subacqueo, per i particolari vantaggi terapeutici, dati dalla maggior vascolarità e distribuzione di ossigeno nei tessuti in iperbaria, viene prevalentemente utilizzata ora presso strutture ospedaliere ed ambulatoriali per prestazione di terapie di vario genere quali l’ossigenoterapia iperbarica.

Per usare una camera iperbarica in ambito sportivo e professionale per l'effettuazione di decompressioni standard non ci sono particolari limitazioni. Tutte le grandi aziende di lavori subacquei, i corallari, alcuni centri di immersione e talvolta navi da crociera per turismo subacqueo operanti in località distanti dai centri iperbarici ne possiedono una. In ambito terapeutico ed ospedaliero le norme sono molto esplicative ed è necessaria la presenza di un medico anestesista rianimatore specializzato in medicina subacquea  ed iperbarica ed un tecnico iperbarico abilitato. Non è quindi possibile ed è punibile penalmente effettuare terapie iperbariche di decompressione senza le necessarie abilitazioni, soprattutto in caso di patologie traumatiche o di insorgenza di particolari complicazioni (ad es. stati di incoscienza o vie aeree ostruite) e di rischio di decesso del paziente. Questo perché in certi casi è necessario assistere gli embolizzati ed i pazienti all'interno e/o all'esterno della camera iperbarica prima, durante e dopo i trattamenti, con strumentazioni medico/ospedaliere, defibrillatori, rianimatori ecc. e la  gestione generale dell'emergenza è possibile per legge solo da parte di personale medico e paramedico.

Per le immersioni sportive fuori curva di sicurezza di medio/alta profondità (cioè 30-50 metri) i tempi di insorgenza di eventuale embolia o MDD sono abbastanza lenti ed è possibile quindi raggiungere un centro iperbarico nel giro di alcune ore senza particolari complicazioni. Nel caso di trasporto presso il centro iperbarico con mezzi aerei, il volo deve essere tenuto a bassa quota, per la diminuzione progressiva di pressione atmosferica verso le alte quote e relativo rischio di accelerazione dell'insorgere di embolie. Nel caso di sospetto di malattia da decompressione e di insorgenza di sintomi di embolia il paziente, in attesa di raggiungere il più vicino centro iperbarico o di arrivo dei soccorsi, deve essere posizionato in decubito laterale sinistro e con le gambe sollevate di circa 30 gradi nei confronti della testa. Possibilmente deve essere somministrato ossigeno puro, che facilita l'eliminazione dell'azoto in eccesso, causa di rischio di malattia da decompressione.

Le prime camere iperbariche, come si è detto, erano state ideate per permettere la decompressione del palombaro in ambiente confortevole, soprattutto in seguito a delle lunghe immersioni. Attualmente nel caso di immersioni subacquee professionali e militari, le camere iperbariche sono ospitate a bordo dei mezzi navali addetti alle attività subacquee. I sommozzatori dopo le immersioni le usano per poter effettuare le lunghe tappe di decompressione e se necessario per effettuare eventuali trattamenti di ricompressione direttamente sul posto. La presenza della camera iperbarica in questi casi è indispensabile, soprattutto considerando la lontananza o la inesistenza di centri iperbarici presso i luoghi di operazione. Vengono usate le tabelle di decompressione che stabiliscono una esatta e specifica tempistica di sosta e permanenza alle varie quote per un determinato periodo di tempo e pressione, a seconda del tempo di permanenza sul fondo e di profondità massima raggiunta. Generalmente le immersioni che richiedono l'uso di camera iperbarica sono quelle condotte da ditte o enti che svolgono lavori subacquei ed interventi particolari (recuperi di navi, aerei ed elicotteri e attività estrattive petrolifere), dai corallari subacquei per attività di pesca subacquea (che mediamente si svolge intorno ai 100 metri di profondità), nelle attività militari (incursori), per addestramento, operatività, soccorso e recuperi di mezzi militari affondati a seguito di incidente o evento bellico. In questo caso sono considerate tre tipologie di immersioni a seconda della profondità operativa: bassa (immersioni medio impegnative) se svolte oltre i 15 e fino a 40 metri, alta (immersioni molto impegnative) se svolte dai 40 e fino ai 70 metri, altissima (immersioni eccezionali) se svolte oltre i 70 metri di profondità. In base alle varie tipologie di immersione sono quindi allestite camere iperbariche mono e/o multi posto, collegate a bombole e compressori di aria compressa respirabile adeguati e scorte accessorie di gas relativi (ossigeno ed elio). La gestione delle operazioni a bordo è condotta da personale specializzato, spesso gli stessi sommozzatori, con monitoraggio e gradi di allerta elevati e costanti quando i sommozzatori sono in immersione durante le operazioni e in seguito all'interno della camera durante la decompressione. Con il progresso tecnologico nel campo delle immersioni professionali la camera iperbarica ha trovato largo utilizzo nelle immersioni in saturazione, una tecnica che permette al subacqueo di lavorare per diversi giorni a profondità notevoli e di utilizzare la camera da decompressione (o meglio la stazione iperbarica dotata dei vari necessari comfort) come abitazione, solitamente sistemata sulla nave appoggio e collegabile con una campana pressurizzabile di trasporto verso il fondo marino (come ad esempio nel caso del recupero della nave Polluce nei pressi dell’Isola d’Elba), effettuando una sola decompressione alla fine del ciclo di operazioni.

Nonostante questa serie di utili benefici delle camere iperbariche c'è da considerarne anche la potenziale pericolosità: ci sono stati infatti negli anni diversi incidenti dovuti  dalla presenza di ossigeno in alte concentrazioni in un ambiente iperbarico. L’ossigeno gas di per sé non brucia, ma rende l'incendio dei materiali combustibili molto più facile. Un evento di questo tipo nello spazio ristretto della camera iperbarica e l'impossibilità spesso di aprire rapidamente il portello, tenuto bloccato dalla pressione interna, rende questi incidenti spesso mortali. Normalmente la camera iperbarica, sia per questioni di sicurezza che di costi, non viene riempita con ossigeno puro, ma con normale aria compressa. L'ossigeno, se somministrato, viene fornito solo tramite mascherine o erogatori a richiesta molto simili a quelli dei subacquei. Inoltre, nelle moderne camere iperbariche esiste un sistema di recupero dell'espirato che permette eliminare al di fuori della camera l'ossigeno espirato in modo da non alterare l'aria interna. Esistono tuttavia anche camere monoposto, utilizzate per particolari patologie, che utilizzano un'atmosfera arricchita in ossigeno. Si tratta di camere intrinsecamente meno sicure per via della presenza di ossigeno compresso in tutto il volume della camera.

Sono stati fatti diversi studi sulla casistica degli incidenti avvenuti nelle camere iperbariche. Fino agli anni '60 venivano utilizzati all'interno della camera tessuti infiammabili, seggiolini in legno, lampade ad incandescenza, non esistevano sistemi antincendio e l'olio dei compressori entrava nella camera sotto forma di areosol e si depositava sulle pareti. Prima del 1980 più di metà degli incendi era causato da problemi elettrici, ma da allora in Europa e Nordamerica sono state prese tutte le precauzioni necessarie tanto che il problema è stato praticamente eliminato. Attualmente tutte le camere iperbariche devono soddisfare norme severissime e anche le attrezzature mediche eventualmente da utilizzare all’interno (defibrillatori, elettrocardiografi, rianimatori, ecc.) devono essere ossigenodedicate e progettate in modo tale da non produrre scintille. Il sistema di illuminazione è all'esterno e la luce viene portata all'interno da speciali oblò. Anche l’umidità dell'aria viene mantenuta alta per ridurre l'accumulo di cariche elettrostatiche. Il pericolo maggiore, in particolare nelle camere monoposto che utilizzano un'atmosfera satura di ossigeno, rimane l'introduzione di oggetti in grado di generare fiamme o scintille. E' sufficiente anche indossare abiti o coperte fatte in materiale sintetico che per sfregamento generano elettrostaticità perché si possano sprigionare fiamme. Proprio in seguito a questi incidenti si sono sviluppate una serie di procedure in grado di ridurre qualsiasi rischio di incendio: da un lato si cerca di ridurre al minimo la quantità di ossigeno nella camera, dall'altro si è migliorato il controllo degli oggetti introdotti dai pazienti, anche attraverso sofisticate tecniche di analisi dell'aria in grado di individuare tracce anche minime di prodotti di combustione. Ai pazienti è assolutamente vietato indossare abbigliamento sintetico e portare con sè qualunque tipo di oggetto che produca o possa produrre una combustione, come ad esempio  accendini. Inoltre a scopo precauzionale si fanno depositare all'esterno anche cellulari, orologi non subacquei, chiavi, torce e i dispositivi a batteria in genere. Inoltre, allo scopo di individuare sul nascere qualunque tipo di combustione in alcune camere è installato un sensibilissimo sistema di rilevazione di fumo che attraverso appositi condotti analizza costantemente l'aria della camera iperbarica.

ELENCO DELLE CAMERE IPERBARICHE IN ITALIA

Le camere iperbariche riportate in questa pagina POSSONO NON ESSERE OPERATIVE nell'arco di tutte le 24 ore e per 7 giorni alla settimana. Diversi motivi possono impedirne il funzionamento (manutenzione programmata, mancanza di personale, turni di chiusura ecc.).

ATTENZIONE! Si consiglia di VERIFICARE PRIMA dell'immersione la reale disponibilità delle camere iperbariche più rapidamente raggiungibili dal luogo d'immersione. Questo permette anche di verificare eventuali cambiamenti nei numeri di telefono.

E’ bene ricordare sempre che, a meno che non ci si rivolga ad un diving, PRIMA è necessario pianificare l’immersione in ogni dettaglio e DOPO ci si può immergere! Questo elenco non deve infatti essere utilizzato in situazioni di emergenza, ma consultandolo ed informandosi in anticipo potrà essere utile come strumento preventivo per aumentare la sicurezza in immersione, in particolare quando si pianifichino delle immersioni da soli.

N.B. Per l'attivazione d'emergenza degli impianti iperbarici militari è necessario passare attraverso le autorità competenti (Capitanerie di Porto - Guardia di Finanza - Carabinieri). Non è possibile in maniera diretta attivare il servizio d'emergenza.

E’ bene annotare sul log book anche i seguenti numeri telefonici:

DAN EUROPE 800-824.080
CAPITANERIA di PORTO 800-090.090
GUARDIA COSTIERA 1530

CALABRIA
•Catanzaro - Villa S. Anna - Viale Pio X ,105 - Tel. 0961/741574
•Palmi (RC) - Ospedale F. Pentimalli - Via Buozzi - Tel. 0966/45471

CAMPANIA
•Avellino - Ospedale Moscati - Via degli Imbimbo - Tel. 0825/203111-225
•Caserta – Ospedale Generale Provinciale - Via Tescione - Tel. 0823/2321111-2015
•Marina di Camerota (SA) –Porto di Marina di Camerota - Tel. 085/791323
•Napoli - 1° Ateneo Universitario – Istituto di Anestesia - Via Pansini 5 - Tel. 081/7461111-3547
•Napoli – Ospedale Santobono - Via Fiore 6 - Tel. 081/2205712 - 081/2205889
•Napoli - Baroncenter - Via Schipa 68 Tel. 081/664301
•Nocera Inf. (SA) - Osp. Umberto I° Via Iodice - Tel. 081/517.7188-517.9378
•Pompei - Casa di Cura Maria Rosaria - Via Colle San Bartolomeo,50 - 081/5359111
•Pozzuoli (NA) - IPER Suolo San Gennaro 14/e - Tel. 081-5268339
•Salerno – CEMSI - Via Margotta 12 - Tel. 089/791323
•Salerno - Ospedale S. Giovanni In Dio - Loc. San Leonardo - Tel. 089/672618 - 759
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Via Acton Napoli - Tel. 081/418953 - 081/2510226

EMILIA ROMAGNA
•Bologna - Day Hospital M.P.M. - Via T. Cremona 8 - Tel. 051/440807 - 051/442094 - 051/6233831
•Fidenza (PR) – Ospedale Civile - Via Borghesi 1 - Tel. 0524/515111-238-239
•Ravenna - Centro Iperbarico - Via Vicoli 78 - Tel. 0544/500152

FRIULI VENEZIA GIULIA
•Trieste - Ospedale Maggiore di Cattinara - Strada per Fiume 447 - Tel. 040-3994720
 

LAZIO
•Civitavecchia – Associazione Volontari F. Forno - Banchina 16 Civitavecchia Porto Tel. 0766/31666
•Latina - ICOT - Istituto Chirurgico Ortopedico di Latina - S.S. Pontina(148) Km 73.300 Tel. 0773/6511
•Roma - Policlinico Gemelli - Largo Gemelli 8 - Tel. 06/30154490
•Roma - Centro Iperbarico Romano- Via S. Stefano Rotondo 6 - Tel. 06-7008953
•Roma - Pronto Soccorso Iperbarico/G.S.P.I. "Marco Polo" – Via Salaria 1075 - Tel. 06/8801650
•Roma - Università La Sapienza - Viale del Policlinico, 155 - Tel. 06.49970424
•Terni - C.U.M.I. - Via I. Ciaurro, 6 - 05100 - Terni – Tel. 0744/59868

LIGURIA
•Genova – Ospedale San Martino - Largo Benzi 10 - Tel. 010/5553606
•Genova  - Villa Salus - Via Montallegro, 48 - 16145 - Genova – Tel. 010/3629926
•MARINA MILITARE - COM.SUB.IN . - Via Liberta' 1 - Le Grazie - Varignano (SP) - Tel.0187/774111

LOMBARDIA
•Brescia - Istituto Clinico Città di Brescia, Servizio OTI - Via Gualla 15 - Tel. 030/3710357- 030/3710358 - notte: 030/37101
•Laveno (VA) - Centro Iperbarico del  Verbano - Via Bellorini 48 - Tel. 0332/626384
•Milano - ILMI - Istituto Lombardo Medicina Iperbarica -Viale Premuda 34 - Tel. 02/76022511 - 76001735
•Milano - Ospedale Niguarda, Centro iperbarico - Piazza Ospedale Maggiore, 3 - Tel. 02/64444447
•Zingonia (BG) - Servizio di Medicina Iperbarica - Via Bologna 1 - Tel. 035/4815511  

MARCHE
•Fano (PS) - Iperbarica Adriatica - Via delle Querce, 7/A - Tel. 0721/827558
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Via Rodi 2 60124 Ancona - Tel. 071/5931  

MOLISE
•Larino (CB) - Osp. G.Vietri- Via marra 14 - Tel. 0874/827242-5

PIEMONTE
•Torino - O. O. S. Giovanni B. Centro OTI - C.so Bramante, 88 - Tel. 011/6335500
•Torino - OTIP - Via Pola, 33 - Tel. 011/3978900
•Verbania - Ospedale Civile – Località Pallanza - Tel. 0323/54114205
•Fara Novarese (NO) - S.I.PI  Società  Iperbarica Piemontese c/o "I Cedri" - Largo Don Guanella, 1 Tel. 0321/818111

PUGLIA
•Bari - Ospedale S. Paolo - U.O. Medicina Iperbarica - Via Caposcardicchio - Tel. 080/5843480
•Gallipoli (LE) - Ospedale Civile Nuovo - Via Provinciale per Alesio, 12 - Tel. 0833/ 270429
•Lecce - Ospedale V. Fazzi - Via Moscati - Tel. 0832/661291
•Lecce - NIKE - Via Arnesano 6 - Tel. 0832/351005 - 352992
•Lucera (FG) - Poliambulatorio Pafre Maestro - Viale Raffello - Tel. 0881/549178
•Vieste (FG) - Servizio S.S.I. Medicina Iperbarica - Località Coppittella - Tel. 0884-701520 (in servizio solo nel periodo estivo)
•MARINA MILITARE-  NUCLEO S.D.A.I. - Arsenale M.M. - Brindisi - Tel. 0831/5931
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Via di Palma - Taranto - Tel. 099/3451 0884-701520  

SARDEGNA
•Cagliari – Ospedale Marino - Lungomare Poetto 12 - Tel. 070/6091 int. 4424-4345
•La Maddalena(SS) - Ospedale Civile - Via A. Magraghi, 3 - Tel. 0789/791200
•Marina di Sorso (SS) - A.M.I. - Strada Litoranea - Tel. 079/359008
•Quartu Sant'Elena (CA) - Casa di Cura Citta' di Quartu - Via Silesu, 6 - Tel. 070/810052
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Arsenale Militare La Maddalena (SS) - Tel. 0789/737584
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Viale Colombo 9 Cagliari - Tel. 070/60391
 

SICILIA
•Augusta (SR) - Villa Salus - Via Provinciale Brucoli 507 - Tel. 0931/990111 - 530
•Catania - SODIS c/o Casa di cura Russo - Viale Rapisardi 1 - Tel. 095/7151027-8
•Favignana (TP) - Servizio Iperbarico ASL Trapani - Contrada delle Fosse - Tel. 0923/92283
•Lampedusa (AG) - Centro Iperbarico ASL 6 - Via Grecale 2 - Tel. 0922/971988
•Lipari (ME) - Ospedale Civile - Via S. Anna - Tel. 090/98851-9885257
•Messina - Policlinico Universitario - Via Consolare Valeria - Tel. 090/2212805
•Messina - Ospedale  Papardo - Contrada Papardo - Tel. 090/393207-47
•Palermo - Ospedale Policlinico - Via Giuffrè, 5 - Tel. 091/6552722  
•Palermo - A.S.L. 6 - Via C. Lazzaro - Tel. 091/6665104
•Pantelleria (TP) - Ospedale B. Nagar - Via San Leonardo 2 - Tel. 0923/911844
•Partinico (PA) - Ospedale Civico - Via Circonvallazione 1 -  Tel. 091/8911204-5
•Sciacca (AG) - Ospedale Civile - Via Figuli 2 - Tel. 0925/28148
•Siracusa - Azienda Ospedaliera Umberto I° - Via Testaferrata, 1 - Tel. 0931/724292
•Ustica (PA) - Centro Iperbarico A.S.L. 6 Via Petriera - Tel. 091/8449630
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Arsenale M.M. - Messina - Tel. 090/64001
•MARINA MILITARE - NUCLEO S.D.A.I. - Via Pisani - Augusta (SR) - Tel. 0931/5201  

TOSCANA
•Firenze - OTI Nautilus - Via Rosselli 62 - Tel. 055/2381637
•Firenze - Azienda Ospedaliera Careggi - Via Dioscride - Tel. 055/4279100 - Fax 055/4279101
•Grosseto - Ospedale Misericordia - Via Senese, 18 - Tel. 0564/485446 - 485111
•Massa - CE.M.I.S. Via Aurelia Oves, 349 - Tel. 0585/834141
•Pisa - Ospedale Santa Chiara - Via Roma 67 - Tel. 050/992738 - 992111
•Portoferraio (LI) - Ospedale Elbano - Via S. Rocco - Tel. 0565/938511

TRENTINO ALTO ADIGE
•Bolzano - Istituto Iperbarico di Bolzano - Via del Vigneto 31 - Tel. 0471/932525

UMBRIA
•Terni - CUMI Via Ciaurro 6 - Tel. 0744/59868

VENETO
•Marghera (VE) - OTI Services - Via delle Macchine 15 - Tel. 041/5381182
•Padova - ATIP -  Via Cornaro 1 - Tel. 049/8070843
•Torri di Quartesolo (VI) - OTI Medicale Via Avieri 19 - Tel. 0444/380240
•Villafranca (VR) - Istituto Iperbarico Via 1° Maggio 49 - Tel. 045/6300300

 

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